Nel 1931 Castiglione rese omaggio al suo Cittadino più illustre, che dà anche il nome al paese Antonio Genovesi dedicandogli un monumento a più di duecento anni dalla nascita. Castelione o Castellione dal IX secolo divenne Castiglione “del Genovesi” con Regio Decreto n.935 del 23 ottobre 1862, firmato dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II in seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale del 20 settembre del 1862.
In questa occasione, il Sindaco Salvatore Parrilli, con i consiglieri Francesco Saverio Genovese, Valerio D’Amato, Alberisio Vitolo, Domenico Antonio Della Calce, Tommaso Naddeo, Domenico Naddeo e Pompeo Genovese deliberarono all’unanimità che al nome antico del loro paese venisse aggiunto tale suffisso, in quanto il paese ha dato i natali nel secolo passato ad uno dei più grandi uomini che avesse con la sua alta virtù propagata l’idea della libertà e delle indipendenze dei popoli con le sue scienze metafisiche e morali.
Il consiglio comunale aggiunse al nome Castiglione quello di “Genovesi”(Si evidenzia che nell’atto originale consultato è riportato il cognome Genovesi e non Genovese).
Lo scultore napoletano Tello Torelli
Il monumento ed il busto bronzeo è firmato dallo scultore napoletano Tello Torelli. L’artista, Donato Pirolo, nato a Solofra nel 1877 dal conciatore Vincenzo e da Carmela D’Urso, dopo il trasferimento a Napoli, la frequenza del collegio Assanti, lo studio del disegno e delle sculture all’istituto di Belle Arti, divenne Bibliotecario della Reale Biblioteca di “San Giacomo”.
Nel 1901 insieme alla sorella Teresa (1872),fu adottato dal commediografo napoletano Achille Torelli (Direttore della Biblioteca Lucchesi Palli di Napoli) che gli diede la possibilità di aggiungere il suo cognome al proprio. Per cui da quel momento si chiamò Donato Pirolo-Torelli,in arte Teo Torelli (Solofra 1877-Napoli 1974).Tutta la documentazione riguardante la costruzione del monumento fu ritrovata durante i lavori di sistemazione dell’Archivio Storico Comunale di San Cipriano picentino (1999-2003),ricomposta in una busta e opportunamente catalogata da Gennaro Saviello storico dei Picentini.
Da questa si apprende che Tello Torelli eseguì dapprima il lavoro a Castiglione del Genovesi e successivamente il Monumento ai Caduti di San Cipriano Picentino (Contratto 1930-Inaugurazione 1933) dietro raccomandazione dell’Avvocato napoletano, ma di origini vignalesi, Giuseppe Candido, con studio in piazza Bellini 6 a Napoli. Nel suo Memorandum datato 21 novembre 1927, indirizzato all’allora Podestà di San Cipriano Picentino, Umberto Cioffi, nel segnalare l’amico scultore riferisce:”lo stesso (riferito al Torelli) che fece il busto del Genovesi al Comune di Castiglione.Ancora:” il Torelli è amico mio e di mio cognato dottor Naddeo Cesare e mi pare anche di vostro zio Vincenzo”.
Per il monumento di Castiglione del Genovesi Tello Torello disegnò il plinto in marmo, il busto del filosofo, predisponendone anche la fusione bronzea presso la ditta Laganà di Napoli, secondo l’iconografia classica dell’Abate diffusasi a Napoli con la Pubblicazione ”Spirito delle leggi del signore di Montesquieu con le note dell’Abate Antonio Genovesi” stampata, per i tipi Domenico Terres del 1777.Sul plinto è inciso: Antonio Genovesi Filosofo Giurista Economista di qui partito oscuro ovunque onorato per l’altissimo sapere qui ritorna eterno nel bronzo-1931 E.F.IX”. La data 1931, nona dell’Era Fascista, confrontata a quella del Memorandum di Candido (1927),che dà già per eseguito il busto bronzeo, ci porta all’attenzione la circostanza che il monumento fu eseguito in due fasi.
L’avvocato Candido nel raccontare l’amico scultore Tello Torello dice infatti: ”fece il busto al Comune di Castiglione dove andando potrete ammirarlo ”. L’artista napoletano ricevette la commissione del Monumento, formato da un busto bronzeo del filosofo installato su di un plinto marmoreo ,dall’Amministrazione comunale di Castiglione del Genovesi. Mentre la scultura fu terminata entro l’anno 1927 ed esposta nella sede comunale, i lavori del piedistallo subirono una battuta di arresto a causa del venir meno dell’Amministrazione civica a seguito dell’accorpamento del Comune con quello di San Cipriano Picentino del 1 marzo del 1929.La questione si risolse definitivamente solo nel 1931 quando il monumento fu inaugurato sotto la grande quercia di fronte all’antica sede del Municipio.
Gennaro Saviello dal periodico “Il Picentino”
Fu eretto nel 1931,sotto la gestione del Podestà di S.Cipriano Picentino,su una piccola piazzola,all’ombra di un leccio,di fronte alla casa comunale.
All’inaugurazione, come raccontavano i nostri avi,l a piazza era gremita da paesani, forestieri, carabinieri, autorità politiche e tanta gente in camicia nera e cappelli particolari. Tra i presenti il podestà di San Cipriano Picentino, Umberto Cioffi ed il Ministro dell’istruzione di allora Giovanni Gentile. Il busto in bronzo fu opera dello scultore napoletano Tello Torelli che terminò l’opera nel 1927 ,come d’accordo con l’amministrazione Comunale che lo commissionò.



